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Urbino, Museum Observatory at the Orto dell'Abbondanza

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Urbino, Museo Osservatorio all’Orto dell'Abbondanza
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client/committente: Municipality of Urbino and Ministry for Cultural Heritage/ Comune di

Urbino e Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche

period/periodo: 1998 (in fase di realizzazione)

cost/costo: € 6.800.000

project/progetto: Giancarlo De Carlo

with/con: Monica Mazzolani, partner/associato

collaborazione alla prima fase della progettazione esecutiva e alla D.L: Francesco de Agostini





Programmatically concealed from the city, like a spy, the museum-observatory of Urbino studies it from inside, taking root within its walls.

The last tessera of the Operation Mercatale, the arrangement of the Orto dell'Abbondanza is a project that De Carlo has been pursuing for forty years. The Municipality and the University, who joined together to commission the work, after a series of different hypotheses on the destination of their use, in the end decide in favour of the creation of a study centre and museum of the city. The old stables of the Palazzo Ducale, they too the work of Francesco di Giorgio, adjoin the Ramp and are inside the wall ramparts which face onto the Mercatale.

They occupy a narrow space (9 x 120 metres) devoid of the upper part and against the rock face below the façade of the turrets. The works had a rather agonizing beginning which led to their suspension by the Ministry for Cultural Heritage and a subsequent variation of the project. As often happens in De Carlo's projects of Urbino, the intervention changes into the articulation of the section, which is structured in relation to the pre-existing complex and dialogues with the exterior through it.

The necessity to consolidate the existing walls and the requirement to not cut into them with the new interventions, leads to the creation of a system of self-supporting floors that, by remaining at some distance from the boundary walls, face onto the internal space at its full height.

The overlapping of the levels becomes functionally instrumental and coincides with the series of historical phases described by the exhibition space, while the alternate presence of small green open-air spaces retains the memory of the ruin that characterized the image of this space for so long.

The new city gate, desired by De Carlo, thus completes the exhibition of the city itself, a global monument, that is narrated o the visitor on his arrival.

 



Programmaticamente celato alla città, come una spia, il museo-osservatorio di Urbino la studia dal di dentro, radicandosi tra le sue mura. Ultimo tassello dell'Operazione Mercatale, la sistemazione dell'Orto dell'Abbondanza è un progetto che De Carlo insegue per quarant'anni.

Il Comune e l'Università, che si affiancano nel ruolo di committenti, dopo una serie di ipotesi differenti sulla destinazione d'uso, alla fine optano per la realizzazione di un centro studi e museo della città. Le antiche scuderie del Palazzo Ducale, anch'esse opera di Francesco di Giorgio, sono contigue alla Rampa e si trovano all'interno del bastione murario che si affaccia sul Mercatale. Occupano uno spazio stretto (9x120 metri), privo della parte superiore e addossato alla parete rocciosa sotto la facciata dei torricini.

I lavori hanno avuto un iter abbastanza tormentato che ha portato alla loro sospensione da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla successiva variante del progetto. L'intervento, come spesso accade nei progetti urbinati di De Carlo, si risolve nell'articolazione della sezione, che si struttura nel rapporto con la preesistenza e dialoga con l'esterno attraverso di essa.

La necessità di consolidare le murature esistenti e la prescrizione di non incidere su di esse con i nuovi interventi, porta alla realizzazione di un sistema di solai autoportanti che, rimanendo discostati dai muri perimetrali, si affacciano sullo spazio interno a tutta altezza.

La sovrapposizione dei livelli diventa funzionalmente strumentale e coincide con la successione delle fasi storiche descritte dal percorso espositivo, mentre la presenza alternata di piccoli spazi verdi a cielo aperto trattiene la memoria della rovina che per tanto tempo ha caratterizzato l'immagine di questo spazio.

La nuova porta urbana voluta da De Carlo si completa così con la messa in mostra della stessa città, monumento globale, che viene raccontata al visitatore al suo arrivo.

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